Acqua lunare
Origini e tradizioni popolari
Nelle culture rurali europee, l’acqua raccolta in particolari momenti dell’anno — come la rugiada di maggio o l’acqua esposta alla Luna piena — veniva utilizzata in pratiche di benedizione, purificazione o come augurio per la fertilità dei campi.
Già Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, accenna al legame tra l'astro e i liquidi della Terra, osservando l’influenza lunare sulle maree. Questo legame simbolico e fisico ha attraversato i secoli arrivando fino a noi. Un tempo "l’acqua lunare" veniva raccolta per: protezione, guarigione o benedizione.
Come prepararla
La scelta del vaso: quando la Luna è piena, prendi un vaso o un barattolo di vetro pulito. Il vetro è un materiale naturale che permette alla luce di attraversare l'acqua senza ostacoli, preservandone la purezza.
L'acqua: se puoi, usa acqua di sorgente o piovana. In alternativa, l’acqua del rubinetto va bene: puoi lasciarla
riposare qualche ora prima dell’uso.
L’esposizione e l’uso: lascia che la Luna
avvolga il contenitore per tutta la notte (puoi posizionarlo accanto a un quarzo
ialino per amplificarne la chiarezza). Al mattino, usa quest'acqua per
inumidire i polsi, purificare i cristalli o dissetare le piante. La tua casa ti
sarà grata.
Kate Moon
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Bibliografia: Naturalis Historia - Plinio il Vecchio

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